L’errore

luce

Dove è il mio intelletto e perché la mia volontà assecondando un istinto oltrepassa il limite della ragione? Il dubbio è la sua insofferenza. La causa dell’errore spesso è l’insofferenza per il dubbio. Calcolo matematicamente i concetti che mi spingono oltre e il risultato non è altro che un’equazione che non so né risolvere né studiare. Da due incognite, mille altre. Appare evidente, però, il segno meno (-) che contraddistingue la percezione negativa del fenomeno. Il problema dunque non è risolvibile nella sua scientificità ed in più trascende da essa e giunge prima alla pura ipotesi, poi nel campo della mera speculazione. Un vuoto da colmare, un taglio da riempire o il punto in cui gettare cemento per fondamenta sicure. Imparare, ripetere ed evitare, ciclicamente nel tempo: senza inizio e senza fine; nello spazio: ora vuoto, ora colmo.
Il dolore stridente della ferita, la morale moralizzante della colpa, la tragedia del torrido falso, il giudizio glaciale del vero, l’ideale ossessivo dell’accanimento, la strada inesistente per la felicità auspicata.

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