Guida Elezioni Comunali Sicilia 2013: Il Candidato. (Parte 1- Ecco come salire sul carro del vincitore)

MANCIATARO

Questo post è concepito per chi ha bisogno di affinare le proprie tecniche di opportunista.
Le elezioni comunali si avvicinano e tante città e paesi della sorridente e lamentosa isola siciliana andranno per la terza volta in 8 mesi alle urne. Esistono due categorie di persone, l’elettore e il candidato, le affronteremo in due post separati. Cominciamo dal candidato.

Hai una età compresa tra i 18 e i 35. Sei per antonomasia “il nuovo che avanza!”. Nonostante la giovane età, potresti anche essere candidato a sindaco. Se non sei il figlio del sindaco uscente, hai una esperienza politica vicino allo zero. Durante la tua vita hai preferito sempre evitato l’argomento politica, preferisci parlare di gossip o calcio (dipende dal sesso). Oppure se conosci la politica, nonostante la giovane età ti comporti da democristiano. Da quando sei candidato, saluti tutti. Stringi le mani, ascolti i problemi delle persone con interesse. Probabilmente ti senti già in dovere di rassicurarle con un ” Tranquillo, se salgo… ci penso io a te”. Nel farlo provi empatia, nonchè un briciolo di autocompiacimento. In teoria sei tu il primo disoccupato, e l’aiuto che speri di dare agli altri è l’aiuto che vuoi per te stesso.
Di recente hai indossato una camicia, ne hai rimboccato le maniche e sei andato dal fotografo. Fatto il santino, non resta che spammarlo un po’ qua e un po là. Mi auguro, se non sei un principiante, che hai già modificato la “fotoprofilo” in “fotosantino” e la copertina di Facebook è diventata  un manifesto elettorale. Ecco sei pronto, ma non hai ancora capito con che partito ti vuoi candidare. Il Pd non ti piace, perchè non sei di sinistra (capitela, è una battuta), il Pdl nemmeno perchè anche tu sai che in fin dei conti Berlusconi è indifendibile. Allora dovevi scegliere tra una lista civica “Forza Nomedeltuopaese, oppure “Nomedeltuopaese Alzati”, o ” Cittadini per Nomedeltuopaese” o “Uniti per Nomedelcandidatosindaco“, la lista del M5S e il Megafono di Crocetta.

– Probabilmente non hai scelto il M5S perchè per entrare nella rosa dei candidati ti avrebbero obbligato a seguire in diretta su “La Cosa” tutte le tappe del tour siciliano di Grillo. Un compito troppo arduo per te.

– Potresti aver scelto il Megafono. Ti senti un rivoluzionario, ma potresti essere figlio del sindaco. Insomma sei un punto di rottura con il passato, ma dovresti avere votato in passato per Udc nel “migliore” dei casi, o Mpa più frequentemente. Non hai mai saputo che Crocetta era comunista e se lo sai, quando qualcuno te lo chiede rimani sul vago. Allora non volendo dire nulla sullo schieramento politico, dici qualcosa del tipo “siamo autonomisti”. Il vero opportunista, il più scaltro, si è candidato in questa lista. Perchè?? Perchè (Apro parentesi seria) Crocetta non ha alcun controllo su chi gestisce le liste. Infatti è molto facile trovarci dentro, persone che un attimo prima inneggiavano a Berlusconi o nel migliore dei casi a Raffa Lombardo. Un numero spropositato di “grandi elettori” ovvero gestori di clientele  con enormi serbatoi di voto, ha deciso di spostarsi su questo carro, insozzandolo con  le più sporche pratiche politiche. Inutile fare nomi, ma l’esempio di Catania dove dietro Bianco si nascondono le maglie della mafietta democristiana è abbastanza pratico e intuitivo. Insomma tra ideologia (Gesù)e voti (Barabba), Crocetta a quanto pare ha scelto i Barabba. Vorrei davvero poter NON scrivere queste parole, ma per onestà e coerenza critica,  mio malgrado è troppo evidente per chiudere non uno ma entrambi gli occhi. (Chiudo parentesi seria).

– Se hai scelto una delle liste civiche sei facilitato. Non importa quello che pensi, se sei di destra o di sinistra. L’importante è seguire il Nomedelcandidatosindaco in tutto e per tutto, battergli le mani e annuire ad ogni sua parola. Come un pavone hai detto di avere un numero illimitato di voti: amici, genitori, pro-zii,  e bisnonni defunti voteranno tutti per te.
Purtroppo però ti sei reso conto che all’interno della tua famiglia, composta da una ventina di persone (di cui 6 minorenni), altri 9 sono candidati. Dubiti allora, di riuscire a prendere il tuo stesso voto per paura di fare uno sgarbo ad un familiare.

Arrivato a quel punto, se non sei un tardone capisci di essere un riempilista, un burattino nelle mani di uno dei 35 candidati a sindaco. Però una parte di te, si vede già in giaccheccravatta tra gli scranni del grande consiglio comunale. Se sei un sognatore, hai pensato che ti verrà dato un assessorato nella materia che ti compete. Allora rifletti e indaghi su quale sia la materia che ti compete.
Non capisci un cazzo di amministrazione (dai buca anche alle riunioni del condominio), di viabilità, di sport (eccezion fatta per chi è stato calciatore in serie Z con la squadra del paese), insomma non sei bravo in niente.
L’essenziale è tu abbia iniziato a parlare in politichese, e abbia usato spesso in campagna elettorale le seguenti parole magiche “Lavoro, giovane, onestà” seguite da “voto” e ” nomedelcandidatosindaco“. E… ricordati di vendere al miglior offerente la tua idea di politica se mai ne hai avuta una. Calpesta i tuoi ideali, non importa che siano di destra o di sinistra, perchè l’importante è salire sul carro e per farlo devi sgomitare più degli altri.

Provo grande amarezza nel dire certe cose, da sempre amo e faccio politica dentro di me. Cerco soluzioni, nutro passione. Progetto continuamente e cerco di migliorare me  e cosa mi sta intorno. Notare come in un paese con 19 mila aventi diritto al voto, si è candidata 1 persona ogni 40 vuol dire che la politica moderna ha invaso la vita comune. Lassenza di lavoro e la voglia di cambiamento si intrappola tra schemi del passato, in stereotipi e frasi fatte. Siamo al gioco del “rubare il voto“. La mia non è una critica ai candidati in sè, perchè ad esempio tra i tanti amici candidati nutro fiducia in molti di essi, vorrei poterne votare più di dieci, ma solo ad uno di loro delegherò il compito di rappresentanza. La candidatura “a fungo” è una testimonianza del fare da sè e per sè, vuol dire avere poca fiducia in chi ti è vicino. Questa mancanza di fiducia deriva proprio dalla generazione di “manciatari” di cui rischi di entrare a far parte se non l’hai già fatto. Nota bene che l’appellativo di manciatari non è attribuito a chiunque entri in un consiglio comunale, ma a quella generazione composta dai nostri stessi amici e parenti che hanno impedito il normale e legale svolgimento delle attività gestionali. Non ripetiamo gli stessi sbagli di chi ci ha preceduto.
Entrare puliti in politica, è facile, uscirne è difficilissimo. Forse per questo il “politico” è in Italia un vero e proprio mestiere.

Fare politica, in un certo senso vuol dire governare per te e per gli altri, e se non capisci che l’altro non sei tu, non è il tuo amico, non è tuo fratello, bensì  un’ intera cittadinanza, allora non sarai mai un buon amministratore, perchè non hai idea di cosa sia il bene di tutti, il meglio per tutti.

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