Blonde Redhead (Intervista con Amedeo Pace)

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La Notte dei Musei 2013 di Roma vive al Palazzo delle Esposizioni un fugace momento lontano un oceano (Atlantico) trasferendosi a New York.
Complice, anzitutto, una delle due  mostre in corso “Empire State. Arte a New  York oggi” specchio riuscito della realtà artistica contemporanea della Grande Mela.
Realtà che si lega con un fil rouge dai palazzi ottocenteschi parigini  all’Empire State Building con la mostra fotografica di Helmut Newton.
A corredare questa già piacevole atmosfera ci pensa Amedeo Pace (chitarra e voce) dei Blonde Redhead con una anomala live solo perfomance. Uno dei due gemelli italiani del trio newyorkese apprezzatissima in tutto il mondo, dagli States al Giappone della frontwoman Kazu Makino. Così Amedeo attrezzato di una chitarra, una quarantina di pedali, qualche multieffetto e un mixer ha iniziato a suonare. Ciò che ne esce fuori è un ensamble sempre affascinante, pieno di echi, riverberi.
Dopo gli applausi e un bicchiere di vino Amedeo, mi concede un paio di minuti per una breve intervista.

Credo che non sia stato un caso che abbiano chiamato te per questo live “ambientato” a  New York, la vostra band ha salde radici proprio lì…

Si credo di sì, ma devo ancora capire chi mi ha voluto stasera qui (ride). Ho scritto le musiche ad hoc, ho visto il posto e ho cercato di capirne l’atmosfera.

Quanto si impiega a preparare una live session così?

È  un paio di mesi che ci lavoro, naturalmente intervallando con le prove e le registrazioni coi Blonde Redhead.

Quindi c’è un nuovo disco in arrivo?

Si, in teoria dovremmo finirlo per settembre. In realtà dobbiamo ancora scrivere i testi.

Ti propongo un gioco che mi piace fare a chi nella propria vita si occupa di musica. Dimmi una band per decade che ha ispirato la vostra musica.

Ultimamente ho ascoltato i Genesis e Peter Gabriel. Per gli ’80 ma già per i ’70 ti dico i Cluster… per gli anni novanta in genere il punk-rock come The Make Up gruppo post punk di Washington D.C. Nell’ultimo decennio ho apprezzato sempre i My Bloody Valentine e i Deerhunter.

Viste le sonorità di stasera mi aspettavo che inserissi anche i Sigur Ros…

In verità non ho ascoltato gli ultimi due dischi, però sono stato a vederli poco tempo fa in concerto a New York, davvero molto bravi.

Un’ultima domanda… Cosa pensi di questa manifestazione in cui la cultura si manifesta sotto più forme, dal visivo al sonoro.

Penso sia fantastico, è bene rischiare queste cose. Credo che sia bello vedere delle opere d’arte e ascoltare della musica che riempie questi posti che di solito sono molto silenziosi.

In attesa del nuovo disco vi linko 23, tratto dall’omonimo album, nonchè uno dei pezzi simbolo della band che ha saputo coniugare il rock psichedelico degli esordi con l’elettronica e il pop dei lavori più recenti.

23 – Blonde Redhead

 

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