Post Post Voto

POSTPOST-1

Mi gira la testa, è come se ieri mi fossi ubriacato, ma non l’ho fatto ve lo giuro. In verità sono stato tutto il giorno sulla poltrona, dalle 14.45 fino alle 2 del mattino.  Non è il solito post-sbornia, ma il post-voto. Anzi il post-post-voto, un post sul post voto.

Ho seguito con particolare interesse l’esito di questa tornata elettorale. In sintesi, B. non ha perso, il Pd non ha vinto, e il M5S ha fatto il botto diventando il primo partito. Ingroia e Fini non entreranno più in parlamento. Casini per un soffio.
Questi sono i risultati. Ma anziché analizzare questi, che portano comunque alla considerazione finale che l’Italia è un paese ingovernabile, vorrei vedere cosa è emerso da tutto il contesto.

1) Distacco tra cittadino e istituzioni, i partiti tradizionali (nessuno escluso) hanno fatto disaffezionare la gente comune dalla politica, e a guardarla (complice l’analisi rabbiosa ma quanto mai corrispondente al vero di Grillo) con sempre maggiore diffidenza, come una casta di privilegiati e ladruncoli.

2) Questa legge elettorale fa schifo. Il centrosinistra che ha praticamente pareggiato sia alla camera che al senato, in virtù di un premio di maggioranza che nella fattispecie coincide con il 26% (!!!!!), avrà per legge i numeri per governare la camera. Diciamo subito che questo superpremio distrugge lo spaccato (spaccato) venuto fuori dai risultati, distrugge la rappresentanza.

3) Il bipolarismo ha quindi fallito. Berlusconi ha promosso per tutta la campagna elettorale il voto ad una delle due coalizioni. La scelta obbligata tra destra e sinistra. Bersani dal canto suo ha inneggiato al voto utile rivolgendosi a chi poi avrebbe votato non Ingroia (che ha poi riscosso troppo poco per essere determinante) bensì Grillo. Ma ovviamente, non è stato ascoltato. Perché? Perché il Pd ha governato con Monti, con il Pdl e ha votato l’abominio della riforma delle pensioni, dell’Imu, degli F-35. Merita, insomma, di prendersi questa “scoppola”.  Silvio secondo me non ammortizza i danni, ma esce con dei numeri spaventosi dimostranti che i pesciolini rossi (come definivo ronicamente gli italiani in questo post) hanno davvero la memoria corta.

4) Se la legge elettorale e il bipolarismo hanno fallito, è giusto che dalle urne ne esca come risultato l’ingovernabilità. E non è giusto che in parlamento si faccia una legge elettorale che cerchi di stabilire giocoforza un superpremio di maggioranza anche al senato. Non fatevi venire strane idee. Sarebbe opportuno invece, riflettere sulla capacità di dialogo e di demolire la malapolitica legata al partito preso. Chi l’ha detto che se un governo che va sotto in una delle due camere su un provvedimento debba subito dimettersi? Sarebbe meglio, e auspico che accada, che i provvedimenti di legge vadano esaminati uno per uno come vogliono i grillini, e come d’altronde sta accadendo nel grande laboratorio politico della regione siciliana. Sarebbe questa la più grande vittoria della politica italiana, una democrazia evoluta lontana dal partitismo da due lire. Bersani ha una grande fortuna, se farà delle leggi buone, avrà sempre il voto del M5S e quindi la maggioranza anche al senato, certo… dovrà spostarsi un po’ più a sinistra ed dare credito ai cittadini portando avanti le tanto sospirate politiche sociali (non populista) e meno moderato.

5) Monti, il mio “Barone Rampante” non è determinante. Non serve a nessuno, né a destra, né a sinistra. Non può fare la stampella. Finiranno forse i giorni in cui Casini balzellava tra gli azzurri e i rossi in cerca di poltrone. Il moderato e il responsabile hanno posti marginali nella politica e nel paese.

6) Capitolo Mercati. I mercati prima delle reali proiezioni esplodevano di gioia per un governo stabile che avrebbe avuto poi in Monti (loro amico) un reale appoggio alle politiche di austerity imposte dall’Europa.  Milano prima tra le borse e poi… il patatrack, l’ingovernabilità e lo spread che risale di 100 punti! Cosa vuol dire questo? Che c’è della gente, che non vota in Italia, che si permette di giudicare ciò che è bene o ciò che male per l’economia italiana, puntandoci dei soldi sopra. Nemmeno fossimo alle corse dei cani. E la testimonianza inequivocabile di tutto questo è che alcuni titoli quotati in Italia, sono stati bloccati per eccesso di rialzo nella mattinata di ieri, quando si prospettava la stabilità. Alla riapertura dei mercati hanno, hanno venduto, hanno fatto scoppiare la bolla. Hanno giocato e hanno vinto.
Immaginate se avesse vinto le elezioni Grillo, ci avrebbero fatto fallire in 7-8  minuti, ancora prima di mettere alla prova un eventuale governo. È questo quello che vogliamo?

Conclusioni. Purtroppo , data l’arretratezza dei politicanti italiani lo scenario che vede Grillo determinante legge per legge senza limiti di durata del governo è poco plausibile. Si profilano oltre questa due altre ipotesi.

  • Una poco credibile, sarebbe la morte del Pd, il suo harakiri. Ovvero un dialogo con il Pdl all’insegna di alcuni punti, come la legge elettorale e immaginate il risultato superbipolare che promuoverebbe, e il ritorno al voto. Grillo in tal caso potrebbe anche esultare e vincere le prossime elezioni.
  • L’altra prevede un governo a tempo, impegnato su alcune leggi come quella elettorale, la riduzione dello stipendio e del numero di parlamentari, il conflitto di interessi. Temi molto cari a Grillo e che restituirebbero un minimo di credibilità al Pd. Chissà che poi non ne venga fuori un amore inaspettato. Altrimenti di nuovo al voto, e così sia.

Per chi non avesse letto la trilogia calviniana pre-voto eccovi i link:

Il Progressista Dimezzato

Il Barone Rampante

Il Cavaliere e l’Inesistente

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