T come Travaglio [Presentazione del libro “L’Illusionista”]

Giovedì sono stato alla Feltrinelli di via Appia Nuova dove si è svolta a Roma la presentazione del libro scritto a sei mani da Pino Corrias, Renato Pezzini e Marco Travaglio: “ L’Illusionista”.
Chi è l’illusionista di turno lo dicono subito la copertina del libro (vedi foto in basso) e il sottotitolo “Ascesa e caduta di Umberto Bossi”. Perché questo lusinghiero appellativo? Perché  “per oltre dieci anni è riuscito a portare avanti una fiaba che ha trovato milioni di creduloni” dice Travaglio. Mi sembra giusto riportarvi un estratto dall’ introduzione del libro che ritrae la figura del Senatur (potete leggerla qui per intero nell’ articolo de “Il Fatto Quotidiano”)

“Da laggiù Umberto Bossi ha scalato Roma e poi l’Italia intera nominandosi guerriero del Nord, narratore di una rivoluzione sempre imminente, di una battaglia che non si vedeva ancora a occhio nudo ma che lui sentiva nel pugno e nel cuore. Una lotta che nei primissimi anni della sua marcia gli capitava di dettare ai fogli del ciclostile in forma di vaticinio, anzi di minaccia: “Si avvicina l’anno del Samurai, quando la Lega taglierà la gola al Sistema da orecchio a orecchio”. Così, straparlando da finto guerriero, finì per trovarsi un vero esercito di delusi disposto a seguirlo. E, seguendolo, a infiammarsi.
Da quella polvere di parole – “Basta! È il momento di liberare la Lombardia dalla vorace e soffocante egemonia del governo centra-lista di Roma ladrona!” – Bossi ha inventato una nuova lingua politica fatta di punti esclamativi, invettive, insulti, semplificazioni di massima efficacia compresa la pernacchia, il gestaccio, la chiamata alle armi per la “lotta di liberazione da Roma!”. Ha inventato uno stile, battezzato barbarico, che esibiva le giacche stazzonate e la canottiera come simbolo di purezza popolana, e il dito medio come scettro del nuovo Regno che avrebbe liquidato il vecchio.
Ha inventato un territorio da difendere e uno da sconfiggere: il primo immaginario, la Padania, il secondo tanto vero da coincidere con lo Stato unitario. Si è attribuito la protezione di un dio che scorre nel Grande Fiume e nell’Ampolla. La titolarità di un colore sacro, il verde della Pianura. Un inno con cui commuoversi, un destino da condividere. “

Il reale problema come potete sentire in questa intervista è il fatto che “intellettuali, giornalisti e politologi si siano fatti attrarre dal mito del federalismo e della devolution”, uno strumento che non fa altro che aumentare il rischio di “ladrare” grazie agli ottimi amministratori delle nostre regioni. Travaglio ha dalla sua parte anche i recenti scandali della Regione Lombardia e della Regione Lazio. Dice che Fiorito è l’amministratore medio. Più soldi alle regioni vorrebbe dire avere più Fiorito locali. D’altro canto pochi giorni fa, Piero Longo, docente presso l’Università di Padova, senatore e avvocato di Berlusconi ha dichiarato a Report: “Il Parlamento deve essere la rappresentazione mediana del popolo. Perché dovrebbe essere migliore?”. Questa dichiarazione è al limite del ridicolo e i presenti alla conferenza non sanno se è meglio ridere o piangere. Travaglio con un sillogismo ilare allora dice che visto il numero degli indagati in parlamento è molto ampio è giusto ritenere che il quartiere più malfamato di Italia non è nè Scampia, nè lo Zen di Palermo, bensì Montecitorio (in quest’altro articolo potete leggere coi vostri occhi quali sono i 100 tra indagati, prescritti, imputati e condannati che bazzicano in Parlamento). “Eleggere vuol dire selezionare. E’ assurdo che per fare l’ allievo carabiniere si debba garantire purezza fino al secondo grado di parentela, quando in parlamento non c’è alcun tipo di sbarramento. Candidatura viene da candido”, ovvero limpido, trasparente, puroBeh il nostro Parlamento non è così, non è l’espressione della medietà italiana, ma è peggio. Invece dovrebbe essere migliore. La migliore Italia che governa. Oggi emerge più che mai l’esigenza che nella legge elettorale vengano esclusi “gli sporchi”, ma perchè ce ne si accorge solo adesso? E soprattutto perchè non sono i partiti stessi ad escluderli dalle loro liste? Chi si era accorto da tempo che questa cosa non andava è stato giudicato come “giustizialista, manettaro o addirittura antipolitico” (vedi Gabbanelli, Santoro, Stella, Rizzo).
Forse adesso il problema balza di più all’occhio per i casi Fiorito, Formigoni, Lusi,  fortemente mediatici. Però, continua Travaglio, ci sono dei ladri che non finiscono in prima pagina. I miliardi dati alla Fiat, i magheggi fiscali di Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, le assurdità di Daccò con il San Raffaele o per ultimo i 100 milioni di Tributi Italia sono relegati nelle ultime pagine. Per rubare quei soldi lì servirebbero centinaia di migliaia di sagre di paese organizzate da Fiorito, insomma miliardi di porchette. Fiorito è un dilettante del “mangiare” (lasciando da parte le ironie sulla stazza), ci sono dei professionisti invece che non faranno mai il carcere avendo rubato cifre immensamente superiori.

A chi non avesse letto i link riportati sul testo, eccoli:

1) http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/28/tre-vite-di-umberto-bossi/367426/

2)http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/10/05/lega-nord-travaglio-dopo-bossi-lega/206532/

3)http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/30/cento-parlamentari-condannati-imputati-indagati-o-prescritti/368539/

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