F for Francesco

Se c’è una figura cara a tutti (cristiani e non) all’interno del vasto palinsesto agiografico cristiano, quella è sicuramente San Francesco. Oggi per evidenziare questo aspetto lo chiamerò come del resto lo chiama chi lo segue più da vicino, semplicemente Francesco. Perchè il fraticello d’Assisi prima d’esser Santo è, semplicemente, un uomo. Voglio correre un rischio, vorrei provare a contestualizzare nella contemporaneità il suo personaggio storico. Come sarebbe? Sarebbe sicuramente “cool“. Amante dei rischi, voce controcorrente, mai moralizzatore, saggio ed estremamente moderno. Esplicito e plateale. Quasi quasi lo annovererei tra gli esempi di “Bandito Sociale” di cui parlavo nel mio ultimo post H for Hobsbawm. Se i suoi insegnamenti sono ancora oggi un modello di eticità universale mi viene da pensare che Francesco era avanti e sono sicuro che continuerà ad esserlo per i prossimi millenni. Tre parole contraddistinguono il suo semplice messaggio: fraternità, povertà e umiltà. Un uomo capace di amare tutto e tutti. Capisce che il fratello è una risorsa e si applica con sacrificio per dar vita ad una comunità che opera per il bene comune. Difensore degli ultimi, e ultimo degli ultimi. Benché come dicevo sia plateale egli non è un Leader, ed è nella dimensione più intima quando è solo con sé stesso che riesce a sentire quella voce che lo spinge a dare, a fare. E’ un operaio che ripara una casa. Francesco canta una laude all’universo, perchè ama ciò che lo circonda. Francesco era animato da Dio.
Ognuno di noi dovrebbe avere qualcosa che ci animi, sia esso Dio o quella qualsiasi altra cosa, che permetta a noi di operare con fervore nella nostra laica quotidianità. Francesco è un semplice esempio.

 

Annunci