Welcome to F FOR FUTURE

Oggi è il giorno del mio compleanno e volevo festeggiarlo in una maniera particolare ovvero con il lancio di questa pagina. Perchè? Perchè è una sorta di autoregalo. A me piacciono i regali utili, quelli di cui ho bisogno. Maslow ci insegna che l’autorealizzazione è un bisogno. Questo blog è uno spazio quantomai intimo che permette a me stesso di redimermi, di fare qualcosa. Questa necessità sorge in un periodo storico in cui noi giovani, ventenni o trentenni, siamo additati dai seniores come fannulloni. Io credo, invece, che questa fase delle nostre vite sia la più produttiva. Siamo brulicanti di idee e progetti che spesso, non per colpa nostra, siamo costretti a ingabbiare. Le idee che non fuoriescono spesso muoiono dentro di noi. Questa è una morte decisamente dolorosa. Questo mio spazio, benchè intimo, è uno spazio che voglio condividere con l’altro e spero tanto che qualcuno di voi voglia condividere le proprie idee con me.
Recentemente un’amica mi ha detto: “Fede hai la Sindrome di Pollyanna”. A tal proposito cito Wikipedia: «Tale sindrome consiste nel percepire, ricordare e comunicare in modo selettivo soltanto gli aspetti positivi delle situazioni, ignorando quelli negativi o problematici. […] La credenza finale è […] nella terra come un Eden.»  Ebbene sì, sono affetto dal cosiddetto Ottimismo idiotaEffettivamente, credendo e sperando nell’uomo, mi piace immaginare il futuro e credulonamente lo immagino migliore. Forse perché sono stato sempre circondato da amici e risate.
Il tempo che tanto mi ossessiona, è lo stesso tempo che qualcuno ha dedicato alle pagine del mio blog, e quel “mi piace” non risuona nella mia testa come un “bravo Federico“, ma come la condivisione di un pensiero. Il non essere solo. 

Chi non avesse mai frequentato le pagine del “vecchio” blog e volesse farsi un idea di cosa è F for Future può dare un’occhiata alla sezione Mission. Intanto ho provveduto a riportare tutti gli articoli su questa piattaforma.
Dopo questa pausa estiva, spero di tornare ad allietarvi con un contributo giornaliero o quasi.
I temi saranno sempre gli stessi: l’attivismo, la sostenibilità, il lavoro, la cultura, la pluralità, il dibattito, la comunicazione, l’economia, il futuro, l’ecologia, l’utilizzo delle risorse e la solidarietà.
Non voglio cadere nell’ovvietà e nella demagogia, ma abbiamo nelle mani un potere decisionale così forte che non utilizzarlo è pari al fingere di essere lobotomizzati. Non vorrei suonasse come uno slogan, ma ognuno di noi, può cambiare e costruire il futuro.

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