F for Firewall

L’altro ieri in Russia sono stati approvati all’unanimità dalla Duma (il ramo basso del parlamento) una serie di provvedimenti, volti a contrastare lo sviluppo dei siti pedo-pornografici.
Tutto bene fin qui, sennonché il provvedimento include la stesura di una blacklist per individuare e censurare tutti i siti con contenuti vietati. Ma quali sono questi “contenuti vietati”? E chi decide cosa è vietato o meno?
L’obiettivo di Putin, mascherato da falsi perbenismi, è quello di imitare il “Great Firewall” cinese, che impedisce la fruizione di determinati siti alla popolazione all’interno del territorio nazionale. È quindi un divieto ad usufruire di ciò che la rete rende globalmente pubblico. La rete è il più grande spazio di libertà in tutto il mondo.
Non è un caso che i governi dei paesi industrializzati, vista la fine dei colleghi durante la Primavera Araba, decidano di censurare, pardonne moi ,volevo dire regolamentare la fruizione dei contenuti online. È la paura che il tam tam dei socialnetworks che mobilita i giovani di tutte le nazioni provochi grattacapi anche nei paesi occidentali (vedy Occupy e Indignados). Provvedimenti di questo tipo sono in cantiere un po’ dappertutto ed è bene vigiliare sulla nostra libertà di espressione e consultazione. Insomma prima il bavaglio, adesso c’è da stare attenti alle bende agli occhi. Sapere cosa accade intorno a noi, potrebbe portarci a seguire dei “cattivi” esempi.

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